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JOAQUIN HINOSTROZA BELLMONT

da La zia Julia e lo scribacchino di Mario Vargas Llosa
con Roberto Herlitzka
spazio scenico Mimmo Paladino

L’arbitro è arbitrario per definizione… il suo lavoro consiste nel farsi odiare. Unica unanimità del calcio: tutti lo odiano.” Questo il ritratto sintetico, puntuale e spietato che del direttore di gioco fa Osvaldo Soriano. Ma Hinostroza Bellmont è un arbitro speciale, un asso del fischietto, rispettato da tutte le tifoserie per via della sua straordinaria capacità di giudizio. Una capacità unica scoperta da ragazzo ma anche sua unica capacità perché, per il resto, Joaquin è essere alquanto destabilizzato.

Vargas Llosa dipinge una figura surreale di arbitro perfetto, con umorismo ne racconta amplessi amorosi e contrasti familiari conducendoci apparentemente verso un pacificante lieto fine. Il finale è, invece, una celebrazione di sangue inaspettata e violenta, dantesca carneficina che Llosa ci propone come ipotetico finale di ogni alienata passione sia pure festiva come quella del football.

L’ironia e la cruenta follia di cui sono intrise le righe di Llosa non potevano trovare interprete più appropriato del grande Roberto Herlitzka, la cui lettura condurrà nei piaceri e nelle miserie del gioco del calcio.

approfondimenti

Questa lettura di Roberto Herlitzka è andata in scena per la prima volta durante la prima edizione di SportOpera, il 20 settembre 2004 al Teatro Trianon di Napoli.

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