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PER SEMPRE LASSÙ

da Brevi interviste con uomini schifosi di David Foster Wallace
con Andrea Renzi
spazio scenico Lino Fiorito

Un adolescente nel giorno del suo tredicesimo compleanno si trova con tutta la sua famiglia in una piscina affollata. Prima di andare via deciderà di salire sul trampolino più alto. Da lì dovrà tuffarsi. Non è una gara, non ci sono giudici e il ragazzo non ha una preparazione tecnica specifica. Non ci sono avversari, punteggi, coefficienti, la sfida è solo con se stesso. La paura, la vergogna, il superamento di sé si coagulano intorno ad un atto del corpo, il tuffo, che racchiude un germoglio di esistenza.

Foster Wallace illumina un momento incandescente e cruciale nella vita di questo ragazzo strappandolo per sempre all’opaca banalità. E, nel sottinteso invito a ripercorrere e ritrovare i nostri momenti cruciali, vibra un commovente desiderio di coraggio per il gesto che affronta il mondo.

Forse non è un racconto propriamente sportivo ma rivela, in un non luogo della contemporaneità e attraverso una stupefacente sapienza di osservazione e scrittura, la bellezza sportiva della sfida delle sfide, forse l’unica che conta, quella con la vita.

approfondimenti

Brevi interviste con uomini schifosi di David Foster Wallace è pubblicato da Einaudi, riportiamo un passo della scheda del libro:

Una galleria di tipi intimamente odiosi, laidi. Dal focomelico che si serve del proprio moncherino come arma di ricatto per portarsi a letto le donne; al depresso che riesce a far suicidare l’analista; fino al ragazzo che sta per tuffarsi in piscina, immobile in fondo al trampolino, un fermo immagine dell’irrealtà o dell’iperrealtà che ci costringe in una morsa. Tutto il non-tempo che intercorre tra il «tuffatore» del mosaico etrusco e A Bigger Splash di David Hockey riassunto nel brivido agghiacciato di un adolescente americano.

Su minima&moralia un pezzo sull’opera di David Foster Wallace scritto da Norman Gobetti Ricordando David Foster Wallace / 2


Andrea Renzi è attore e regista. A quattordici anni debutta come attore teatrale, diretto da Mario Martone. Successivamente è uno dei fondatori delle compagnie teatrali “Falso Movimento” e “Teatri Uniti”. Nel 1984 vince il premio “Opera Prima” con il monologo Sangue e Arena, quindi inizia a lavorare come regista teatrale. A queste attività affianca il lavoro di attore televisivo e soprattutto cinematografico.
Per il cinema fra l’altro ha recitato ne L’uomo in più (2001), regia di Paolo Sorrentino, Le fate ignoranti (2001), regia di Ferzan Özpetek, Il servo ungherese regia di Giorgio Molteni e Massimo Piesco (2004), Quo vadis, baby? (2005) di Gabriele Salvatores, La guerra di Mario (2005) di Antonio Capuano, L’estate del mio primo bacio, regia di Carlo Virzì, e Non prendere impegni stasera, regia di Gianluca Maria Tavarelli, entrambi del 2006. (Fonte: Wikipedia)


Lino Fiorito è uno dei più grandi scenografi del teatro e del cinema italiano. Una carriera cominciata a Napoli negli anni Settanta, che lo ha visto collaborare con Mario Martone, Toni Servillo, Paolo Sorrentino. Guarda e leggi l’intervista su Optimaitalia.

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