Scenari Casamarciano 20182018-08-31T09:13:39+00:00

Project Description

SCENARI CASAMARCIANO

Festival Nazionale di Teatro
VIII edizione
direzione artistica Giulio Baffi
coordinamento Vesuvioteatro

1-9 settembre 2018
Complesso Badiale Santa Maria del Plesco
Casamarciano, Napoli

Uno spazio di incomparabile bellezza che trova una sua dimensione spettacolare di festa, di cultura, di turismo. Nove giorni per un “festival” con le sue proposte di teatro, di musica, di memorie e di divertimento. A cominciare dalle due serate di Dignità Autonome di Prostituzione uno dei format di spettacolo di maggiore successo degli ultimi anni che Luciano Melchionna ricostruirà per gli spazi antichi e seducenti di Casamarciano, coinvolgendo il pubblico nel suo gioco di illusioni e divertimento come per una grande festa fuori del comune. Percorso di teatro che inizia la sua riflessione verso la storia passata di Casamarciano e dei suoi “Comici dell’Arte” per crescere negli anni a venire. Poi tutti gli altri ospiti in programma: la straordinaria Festa di Piedigrotta di Raffaele Viviani con il suo coinvolgente gioco di “carri” e di “maeste”, di canto e di prosa che rimanda con prepotenza alla grande tradizione teatrale. E l’invenzione di Eric Coble che il regista Marcello Cotugno affida alla grande attrice Milena Vukotic che con Maximilian Nisi, dopo il debutto al Festival di Borgio Verezzi, porterà a Casamarciano Un autunno di fuoco. Ed ancora l’ironia di Edoardo Leo che nel suo show Ti racconto una storia, e la genialità musicale di Peppe Servillo con i suoi compagni, i Solis String Quartet, musicisti eccellenti e carichi di inventiva nel concerto Presentimento. La Compagnia Teatro Pro Loco Hyria di Casamarciano si misurerà con questi grandi protagonisti rivendicando la propria storia di nobile “teatro amatoriale” con “Cani e gatti” di Eduardo Scarpetta. Fino alla serata finale con il Galà di chiusura con musicisti ed attori da premiare e da ascoltare, cui sarà consegnato il “Premio Scenari di Casamarciano”.
La mostra Tina Pica 1884-1968 a cura di Giulio Baffi e allestita da Luigi Ferrigno nell’antica Chiesa vedrà l’”omaggio” alla grande attrice a cinquant’anni dalla sua morte e la proiezione del docufilm Fratello ricordati di Tina Pica di Lucilla Parlato e Federico Hermann, prodotto Da Identità Insorgenti.

Giulio Baffi

Programma


Sabato 1 e Domenica 2 settembre
DIGNITÀ AUTONOME DI PROSTITUZIONE
uno spettacolo di Luciano Melchionna
dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna
regia Luciano Melchionna


Lunedì 3 settembre
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE…
Teatro moda e spettacolo
Sfilata a cura dell’Atelier Andrea Napolitano


Martedì 4 settembre
FESTA DI PIEDIGROTTA
di Raffaele Viviani
con la Compagnia del Teatro Sannazaro di Napoli
regia Lara Sansone


Mercoledì 5 settembre
CANI E GATTI
di Eduardo Scarpetta
regia di Giovanni Cavaccini
con la Compagnia Teatrale Pro Loco Hyria di Casamarciano


Giovedì 6 settembre
UN AUTUNNO DI FUOCO
di Eric Coble
con Milena Vukotic e Maximilian Nisi
regia Marcello Cotugno


Venerdì 7 settembre
TI RACCONTO UNA STORIA
letture semiserie e tragicomiche
di e con Eduardo Leo


Sabato 8 settembre
PEPPE SERVILLO & SOLIS STRING QUARTET
Presentimento


Domenica 9 Settembre
GRAN GALÀ DI CHIUSURA E PREMI “SCENARI CASAMARCIANO”
con ospiti del mondo del teatro, del cinema e della musica


Dal 1 al 9 settembre | Chiesa Santa Maria del Plesco
TINA PICA 1884-1968
mostra a cura di Giulio Baffi
con la proiezione del docufilm Fratello ricordati di Tina Pica di Lucilla Parlato e Federico Hermann, prodotto da Identità Insorgenti

Gli spettacoli iniziano alle ore 21:00.

infoline
+39 342 751 9203

www.scenaricasamarciano.info

sabato 1 e domenica 2 settembre ore 21:00

Dignità Autonome di Prostituzione – Summer Edition

uno spettacolo di Luciano Melchionna
dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna
regia Luciano Melchionna
con Raffaele Ausiello, Lorenzo Campese, Federica Carruba Toscano, Cinzia Cordella, Marika De Chiara, Renato De Simone, Francesco Del Prete, Adelaide Di Bitonto, Sara Esposito, Adriano Falivene, Annarita Ferraro, Carla Ferraro, Emanuela Gabrieli, Emanuele Gabrieli, Martina Galletta, Sebastiano Gavasso, Raffaele Giglio, Irene Grasso, Dolores Melodia, Gianluca Merolli, Momo, Sabba, Nicola Scagliozzi, Irene Scarpato, Simona Seraponte, Sandro Stefanini
costumi Milla
disegno luci Gianni Caccia
assistente alla regia Sara Esposito
fonico Fiore Carpentieri
datore luci Enzo Guida
coordinamento Marica Castiello
assistenti di produzione Gianni Rossiello, Maria Pia Valentini
segreteria amministrativa Valentina Cepollaro
comunicazione Tourbillon
direzione amministrativa Dora De Martino
organizzazione generale Geppi Liguoro
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
in collaborazione con Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

A Scenari Casamarciano, il Festival Nazionale del Teatro diretto da Giulio Baffi, sabato 1 e domenica 2 settembre arriva per la prima volta Dignità Autonome di Prostituzione di Luciano Melchionna, uno degli spettacoli di maggior successo degli ultimi anni, in una “Summer Edition” ricca di sorprese.
Un grande ritorno per Luciano Melchionna ed il suo straordinario gruppo di attori, cantanti, musicisti, fantasisti che, come fu per alcune storiche e bellissime realizzazioni iniziali di DadP, costruiranno per il Festival e per quanti si recheranno a Casamarciano i loro nuovi percorsi di teatro installandosi questa volta non in un teatro ma in un luogo di antica bellezza e grande suggestione. Luciano Melchionna ritorna così ad “invadere” uno spazio anomalo trasformando la grande e bellissima corte ed alcune delle stanze dell’antico Complesso in “un grande teatro all’aperto ed al chiuso”.

Queste a Casamarciano saranno le uniche date della stagione per la folle giostra guidata dal geniale Mangiafuoco ‘Papi’ Luciano Melchionna. ideata con l’amata ‘Anya’ Betta Cianchini e prodotta da Ente Teatro Cronaca – Vesuvioteatro, che in 10 anni, 43 edizioni e oltre 400 repliche ha coinvolto più di 500.000 spettatori/clienti.

In questa nuova edizione, Luciano Melchionna trasformerà gli spazi antichi e seducenti del Complesso Badiale di Casamarciano nel bordello più famoso d’Italia, coinvolgendo il pubblico nel suo gioco di illusioni e divertimento come per una grande festa fuori dal comune.
Gli spettatori, avvolti nella luce rossa, entreranno nella “Casa Chiusa dell’Arte” dove gli attori e le attrici – come prostitute – rigorosamente in vestaglia o giacca da camera, adescheranno e si lasceranno abbordare dai clienti/spettatori che – muniti di ‘dollarini’ dovranno contrattare il prezzo delle singole prestazioni con l’intrigante e stravagante Famiglia tenutaria della Casa. Conclusa la trattativa, il ‘cliente’ – solo, in coppia o in gruppo, a seconda delle ‘perversioni’ – si apparterà con la prostituta scelta in un luogo segreto, dove godrà di una o più ‘pillole di Piacere’, monologhi classici e contemporanei scritti perlopiù dall’autore stesso.

Risate, lacrime, teatro, musica, circo, danza, giochi, sguardi, silenzi, urla e applausi per un’esperienza teatrale inusuale che, scardinando le convenzioni classiche del Teatro, vuole emozionare e far riflettere divertendo. Come dice lo stesso ideatore, autore e regista Luciano Melchionna, «DAdP è uno stupore nuovamente sollecitato, tramite un teatro che non è auto-celebrativo, ermetico o fine a se stesso, ma prima di tutto magia e sogno». Un sogno che prende vita negli spazi più imprevedibili del Complesso Badiale Santa Maria del Plesco di Casamarciano, durante due serate uniche che catapulteranno gli spettatori di Scenari Casamarciano in una dimensione surreale, un percorso itinerante attraverso luoghi ‘segreti’ di incommensurabile bellezza.

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Martedì 4 settembre ore 21:00

Festa di Piedigrotta

di Raffaele Viviani
con la Compagnia del Teatro Sannazaro di Napoli
scene F.lli Giustiniani
costumi Luisa Gorgi Marchese
musiche rielaborate da Paolo Rescigno
coreografie Alessandro di Napoli
sarta Ersilia Iannone
regia Lara Sansone

“Festa di Piedigrotta” di Raffaele Viviani, “sagra popolare in prosa, versi e musica in due atti, in dialetto napoletano” è uno dei testi più belli e complessi del grande drammaturgo stabiese. Raffaele Viviani lo scrisse e lo mise in scena per la prima volta al Teatro Umberto di Napoli il 19 novembre 1919. Poi tante altre messe in scena ne hanno alimentato il “mito” di grande spettacolo corale.
La mia Piedigrotta è nel ricordo dei racconti dei miei nonni, nei suoni che mi sono familiari per una lunga frequentazione dei testi di Viviani, nei giochi antichi, nelle sensazioni che ricevo dalla lettura del testo. Piedigrotta per me è il trionfo della gioia. La voglia incontenibile dei napoletani di gioire anche senza mezzi, di godere di poco, con la dignità che solo il nostro popolo riesce a manifestare.
Così vedo questa mia “Festa di Piedigrotta” come una fotografia d’epoca che ci restituisce la memoria di una delle celebri feste sacre della Campania, con i suoni, le abitudini, il lessico popolare ed allo stesso tempo nobile, i mille colori e le molteplici contraddizioni di Napoli. Classi sociali diverse, unite dal piacere di partecipare ad una grande festa, la sfida delle canzoni, i carri allegorici, il rituale degli abiti di carta, le processioni, gli amori, le delusioni, il perdersi ed il ritrovarsi in un percorso circolare infinito.
I temi trattati nello spettacolo risultano ancora oggi di una modernità assoluta.
Vicende umane s’intersecano al ritmo delle indimenticabili musiche del grande Viviani, delle “tammorriate”, dei versi irriverenti della famosa “retena degli scugnizzi” e dei “bazzerioti” alle prese con provocanti “maeste” e giovani “lucianelle”, la dolcezza del “cafone” Mimì di Montemuro emblema di una drammatica diversità che si ripete ancora oggi, e del rifiuto e dell’accoglienza.
Napoli è ancora una volta palcoscenico globale, dove la vita spesso ruba spazio alla fantasia. L’iconografia diventa reale, il ricordo vivo e fremente.
Il teatro Sannazaro, già prestato in precedenza alle atmosfere mistiche della storica “Juta a Montevergine”, si trasformerà ancora una volta per dar vita alle suggestioni della indimenticabile festa settembrina. Un grande sforzo produttivo, una grande fatica di costruzione per una Compagnia che prevede oltre quaranta attori in affiatatissimo lavoro, giovanissimi e veterani, generazioni che si incontrano e si scambiano sapere e intuizioni, ciascuno con una grande padronanza del palcoscenico e della lingua Vivianea.
Alcuni di questi attori fanno parte della Compagnia del Teatro Sannazaro da molti anni ed hanno acquisito un grandissimo affiatamento nell’ambito del gruppo. La scelta dei più giovani è il frutto di una selezione attraverso provini che mi hanno sorpresa per il livello di preparazione e l’entusiasmo che questi giovani hanno dimostrato.
In scena per questa mia “Festa di Piedigrotta” artisti di comprovata esperienza quindi, ma anche tanta freschezza e verve giovanile. Per un allestimento che ancora una volta, come è ormai nostra abitudine, coinvolgerà la sala tutta immergendo il pubblico in una atmosfera di grande suggestione e di evidente divertimento. Gli spettatori infatti saranno coinvolti nella magica atmosfera della festa fin dal loro ingresso in teatro, dove verranno offerti dei gadget di carta tipici della Festa di Piedigrotta.
Prima dell’inizio dello spettacolo sarà possibile ascoltare le canzoni delle storiche “audizioni di Piedigrotta”.
All’interno del teatro, durante tutto il periodo delle repliche, sarà allestita una mostra in cui sarà possibile ammirare gratuitamente gli storici “abiti di carta”, vincitori dei premi nelle celebri e memorabili edizioni delle grandi Piedigrotta degli anni cinquanta, ed i modelli dei “carri” realizzati per l’ultima Piedigrotta Napoletana.

Lara Sansone


Giovedì 6 settembre ore 21:00

Un autunno di fuoco

di Eric Coble
con Milena Vukotic e Maximilian Nisi
regia di Marcello Cotugno
scene Luigi Ferrigno
costumi Andrea Stanisci
light designer Bruno Guastini
macchinista Francesco Orrendo
fonica Angelo Scommegna
sarta Rossella Plaino
produzione La Contrada Teatro – Stabile di Trieste di Livia Amabilino

Una donna anziana barricata in casa e un intruso che si infila dalla finestra. È così che inizia Un autunno di fuoco di Eric Coble, commedia dolce e graffiante sui delicati e spesso esplosivi rapporti
tra madri e figli. Ma Alessandra non è una vecchietta indifesa, bensì un’artista quasi ottantenne alla resa dei conti con la sua famiglia per stabilire dove trascorrerà i suoi ultimi anni di vita. Con un’arguzia inaspettata in una donna dall’aspetto così gentile, una passione vulcanica e una pila di bombe Molotov, Alessandra si chiude in casa minacciando di dar fuoco a tutto piuttosto che finire in una casa di riposo. E l’intruso è Chris, il più giovane dei tre figli, quello che con la madre ha avuto il rapporto più problematico tanto da allontanarsi dalla famiglia per molti anni. Ed è sempre lui a dover convincere Alessandra a lasciare la sua casa, mentre le prime bombe emotive iniziano a detonare.

Note di regia
Quando ho letto per la prima volta Fuoco d’autunno, la prima suggestione che mi si è presentata alla mente è stata la bellissima poesia di Dylan Thomas “Do not go gentle into that good night”, un’acuta e emozionante esplorazione in versi sul tema della morte e del morire, come possibile gesto estremo di ribellione.

Ma quello di Thomas è anche un estremo urlo di vita, un imperativo che il poeta ci rivolge per ricordarci di come, nell’impossibilità di prevedere le circostanze della fine della nostra storia, dovremmo vivere il tempo che ci è dato. La consapevolezza della morte, infatti, dovrebbe amplificare la passione e l’energia sovversiva con cui decidiamo di vivere il nostro percorso.
Il testo di Coble prende spunto (inconsapevolmente?) da questa poesia, se è vero che Alexandra, la protagonista, si rifiuta caparbiamente di andarsene mite all’altro mondo: piuttosto che cedere alle richieste dei suoi figli, che vorrebbero “neutralizzare” la sua vecchiaia tra le mura di una casa di cura, preferisce barricarsi in casa e difendersi, con degli ordigni fatti in casa, dai possibili attacchi di un mondo esterno da cui si sente incompresa e tradita.

Sarà il terzo figlio Chris, che Alexandra non vede da vent’anni, ad accompagnarla, attraverso un percorso di riflessione condivisa che è anche un tagliente e ironico incontro-scontro generazionale, verso una nuova consapevolezza: può esserci bellezza anche nella disgregazione delle cose, in un’età in cui, anche se il corpo perde forza e memoria, si può ancora guardare avanti verso traguardi nuovi e diversi, anche se magari posti appena pochi metri fuori dalla porta.

Lo spettacolo asseconda i livelli emotivi del testo, che, proprio come nella vita, sfuma dal registro di commedia brillante e surreale, articolata sull’incessante e caustico botta e risposta madre/figlio, verso quello di una scrittura introspettiva più complessa e profonda, scandita dall’alternarsi dei monologhi dei due protagonisti. Alla fine la vecchiaia si rivela come una condizione relativa, di perdita ma anche di conquista, che sta a noi investire di significato e di bellezza.

Milena Vukotic, attrice straordinaria con cui sono profondamente onorato di lavorare, è l’interprete allo stesso tempo delicata e profonda che può restituire tutte le sfumature e la complessità di Alexandra: spirito libero, sguardo cinico e dissacrante, madre amorevole e donna senza radici. Maximilian Nisi, attore poliedrico e sensibile, è l’ideale controparte in grado di restituire tutta la straordinaria e dolorosa umanità di cui il personaggio di Chris è portatore.

Una scena che oscilla tra realismo e simbolismo, segnata dalla presenza incombente di un albero che ci riporta, allo stesso tempo, alle stagioni della vita e a ciò che resta dopo di noi; musiche che echeggiano, a tratti remixandolo, al passato remoto; luci che, nella tradizione espressionista, rendono vivi i sentimenti e le emozioni dei due interpreti: Fuoco D’Autunno è uno spettacolo che prova a parlare con leggerezza della morte e con profondità del senso della vita.

Marcello Cotugno

link rassegna stampa
https://www.lettera43.it/it/blog/onomatopeicamente/2018/08/02/un-autunno-di-fuoco-il-trionfo-della-raffinatezza-a-borgio-verezzi/5380/


Venerdì 7 settembre ore 21:00

Edoardo Leo
in

Ti racconto una storia

letture semiserie e tragicomiche
con le improvvisazioni musicali di Jonis Bascir
regia di Edoardo Leo
produzione Stefano Francioni
distribuzione Good Mood di Nicola Canonico

Un reading-spettacolo che raccoglie appunti, suggestioni, letture e pensieri che l’attore e regista romano Edoardo Leo ha raccolto dall’inizio della sua carriera ad oggi. Venti anni di appunti, ritagli, ricordi e risate, trasformati in uno spettacolo coinvolgente, che cambia forma e contenuto ogni volta, in base allo spazio e all’occasione. È uno spettacolo che fa sorridere e riflettere, che racconta
spaccati di vita umana unendo parole e musica. Una riflessione su comicità e poesia per spiegare che, in fondo, non sono così lontane. In scena, non solo racconti e monologhi di scrittori celebri (Benni, Calvino, Marquez, Eco, Benni, Piccolo…), ma anche articoli di giornale, aneddoti e testi di giovani autori contemporanei e dello stesso Edoardo Leo.

Link Rassegna Stampa

http://www.cn24tv.it/news/176524/grande-successo-per-edoardo-leo-in-ti-racconto-una-storia.html
http://www.umbriaecultura.it/edoardo-leo-ti-racconto-una-storia/
https://www.culturamente.it/spettacoli/edoardo-leo-ti-racconto-una-storia/


Sabato 8 settembre ore 21:00

Peppe Servillo & Solis String Quartet

Presentimento

Peppe Servillo: voce
Vincenzo Di Donna: violino
Luigi De Maio: violino
Gerardo Morrone: viola
Antonio Di Francia: cello e chitarra

A distanza di tre anni dall’uscita di “Spassiunatamente” che aveva visto per la prima volta Peppe Servillo ed i Solis String Quartet affrontare con il dovuto rispetto capolavori della canzone classica napoletana, ecco “Presentimento” che può essere considerato a tutti gli effetti la naturale prosecuzione di un progetto che non smette di spaziare all’interno di un immenso panorama musicale, senza cercare di circoscriverlo ad un periodo o ad un autore. Da Gil a Viviani, da E.A. Mario a Cioffi/Pisano, da Scalinatella a Mmiez’o grano a M’aggia curà, la lista di autori e canzoni testimonia l’entità di uno spettacolo, sempre in bilico tra musica e teatro.
All’uscita dell’album nel giungo 2016 (distr. iCompany) è seguito un tour in tutta Italia.

Note
Quella del presentire è spesso la condizione degli artisti, dei narratori, come dei poeti autori di queste canzoni che nei loro versi presentano e annunciano segreti, presenze, tradimenti, ciò che di nuovo potrebbe accadere o si vorrebbe accadesse, e lo fanno con parole che sembrano mai udite come fossero i veggenti, gli indovini della nostra vita sentimentale. La musica aggiunge senso e la parola precisa col riso e col pianto, le orchestrazioni inscenano un improvviso teatrale come se la vicenda nascesse ora col canto e annunciasse il paradiso tra sonno e veglia. Insistiamo nel ricongiungere tessere alla nostra stanza napoletana che a volte gode di una vista bellissima.

Peppe Servillo


1 – 9 settembre
Chiesa di Santa Maria del Plesco

Tina Pica 1884 – 1968

mostra a cura di Giulio Baffi
allestimento Luigi Ferrigno
collaborazione all’allestimento Sara Palmieri e Laura Simonet
coordinamento Angioletta Delli Paoli
ricerche Velia Basso
organizzazione Vesuvioteatro.org
con la proiezione del docufilm Fratello ricordati di Tina Pica di Lucilla Parlato e Federico Hermann, prodotto da Identità Insorgenti

Tina Pica, grande caratterista, attrice di teatro e di cinema, nacque a Napoli il 31 marzo del 1884. Morì cinquant’anni or sono, il 15 agosto del 1968. Aveva 84 anni. Le rendiamo omaggio ricordandola mettendo in mostra 84 testimonianze tra fotografie “di famiglia”, foto di teatro e foto scattate sui set cinematografici, ritratti, locandine, articoli, copioni, oggetti appartenuti alla grande, popolare ed amata donna-personaggio, ed un docufilm che ne ricostruisce la personalità artistica. Materiali messi a disposizione dai “nipoti Franco Pica”, da Gioconda Marinelli, dalla “Libreria del cinema e del teatro/Napoli”, dagli archivi del Teatro Diana, e da altri collezionisti che si ringraziano per la cortese collaborazione. La mostra, curata da Giulio Baffi, è allestita dallo scenografo Luigi Ferrigno.

Il docufilm Fratello ricordati di Tina Pica di Lucilla Parlato e Federico Hermann, prodotto da Identità Insorgenti, vuole essere una ricostruzione, attraverso le testimonianze di studiosi e protagonisti della città, per capire cosa resta nel teatro e nel cinema di oggi di Tina Pica, capocomica, inventrice di un linguaggio unico, e compagna di lavoro di Eduardo De Filippo.

Fratello ricordati di Tina Pica
prodotto da Identità Insorgenti
regia Lucilla Parlato
direttore della fotografia Federico Hermann
riprese e montaggio Federico Hermann
aiuto regia Eddy Ferro
durata 45 minuti

“Fratello ricordati di Tina Pica” è il terzo “documento video” sulla memoria della città di Napoli prodotto dal quotidiano on line Identità Insorgenti, dopo Sangue di un popolo, dedicato alla mobilitazione del 2016 per il tesoro di San Gennaro (che un decreto, poi ritirato per le proteste dei partenopei, voleva sottrarre alla città di Napoli) e dopo l’eternità di Partenope, dedicato a Matilde Serao per i 90 anni dalla scomparsa. Il docu è dedicato all’attrice Tina Pica a cinquant’anni dalla scomparsa (che cade il 15 agosto 2018) e raccoglie le testimonianze critiche di esperti quali Giulio Baffi, Mario Franco, Ruggero Cappuccio, insieme alle memorie dei nipoti attori di Tina, Franco e Franco.
Concetta Pica non è stata solo una grande attrice, attiva, quasi senza interruzioni, dai 7 agli 80 anni. È stata anche capocomica e componente importante della compagnia dei De Filippo. Il grande successo però le è arrivato grazie al cinema, a 50 anni compiuti, quando la sua maschera era ormai indistinta dalla sua persona. Dal rapporto contrastato con Eduardo a quello simbiotico con De Sica fino ai pochi film fatti a fianco di Totò, alla passione per il gioco, la cucina, le sigarette e le preghiere, il docu recupera anche attraverso alcuni spezzoni dimenticati, la figura di questa grande attrice dalla voce cavernosa e metallica che risuona ancora nella nostra memoria. Nata a vico Cappella a Pontenuovo a Napoli il 17 febbraio 1884 non lontano dal teatro San Ferdinando, è figlia d’arte di una compagnia di “scavalcamontagne”. Proprio in quel teatro debutta a soli 7 anni in panni maschili, scelta da Federico Stella per Il cerinaio della ferrovia. In quello stesso teatro dopo 50 anni reciterà la sua ultima commedia a fianco di Eduardo, prima di essere rapita dal cinema. E qui ormai la forza del suo personaggio è tale che, caso più unico che raro per un comico donna ai tempi, alcuni film come La nipote Sabella (1958), La sceriffa (1959) La zia d’America va a sciare (1958), La Pica sul Pacifico (1960) vengono scritti appositamente per lei. Il docu ne racconta la storia anche attraverso episodi narrati dai suoi discendenti ma soprattutto si interroga su cosa resta alle generazioni di oggi di questa grande figura di donna, naturale talento da palcoscenico: “L’eleganza – dice Mario Franco, rilevando i cambiamenti della commedia all’italiana nel tempo – di una donna che a 40 anni ne dimostrava 60 e non tentava di fare il contrario, come accade oggi. L’ambiguità e al tempo stesso il fascino intramontabile di Tina Pica, restano vivi anche se ormai si vedono troppo poco i suoi film in tv.

Lucilla Parlato e Federico Hermann

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