Il sorriso del vulcano 2017-05-23T12:27:11+00:00

Project Description

Il sorriso del vulcano

dal 2004 al 2007

Incontri di spettacolo tra spazi e architetture vesuviane

Direzione organizzativa del Festival Il Sorriso del Vulcano, incontri di spettacolo tra spazi e architetture vesuviane, per conto del Comune di San Giorgio a Cremano.
Il Festival è sostenuto dai comuni di Boscoreale, Castellammare di Stabia, Ercolano, Portici ed è realizzato in collaborazione con l’Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo di Pompei, Ente Ville Vesuviane, Patto Territoriale del Miglio d’Oro, Sovrintendenza Archeologica di Pompei, Tess-Costa del Vesuvio s.p.a.
Direzione artistica: Giulio Baffi; ideazione e progettazione dell’inizativa: Andrea Esposito.


Occasione di incontro per artisti e spettatori curiosi, incanto di preziose architetture che la Storia ha consegnato nelle nostre mani, invenzioni di spettacolo che ci portano a visitare spazi che non conosciamo, a scoprire percorsi abbandonati da tempo, riposti nella memoria di giornate lontane. Ritorna “Il sorriso del vulcano”, sorrisi di sere d’estate, attraversando un territorio antico, dominato dalla grande presenza della montagna amica, disteso verso il mare. Qui, in una natura di rara bellezza, dimorarono nobili generazioni. L’incanto di Villa delle Ginestre, le belle Villa Bruno e Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano, Villa Savonarola e la stupenda architettura del Palazzo Reale di Portici, Villa Campolieto e Villa Favorita a Ercolano, l’antica memoria della Villa Arianna a Castellammare di Stabia, la Porta Stabia a Pompei, gli Scavi di Oplonti a Torre Annunziata, Villa Regina a Boscoreale, e l’austera architettura del Castello Mediceo di Ottaviano, antiche architetture e testimonianze disseminate in un triangolo di luoghi che potremo scoprire o ritrovare in occasione di begli appuntamenti di spettacolo. Scoprendone la storia e le architetture, l’artigianato e le tradizioni. Turisti curiosi e pubblico nuovo per nuovi spettacoli. Ascoltando antiche suggestioni, trovando nuove dimensioni per palcoscenici accoglienti e straordinari scenari. Così gli spettacoli proposti diventano tappe di una conoscenza del teatro e delle architetture della Regione in un articolato programma di musica e di prosa. Anche quest’anno ho cercato di individuare luoghi di suggestiva quanto illustre archeologia, giardini di prestigiose ville, sontuosi cortili, parchi rimessi a nuovo, piccoli borghi sottratti all’antica dimenticanza. Spazi poco o mai utilizzati per lo spettacolo e spazi tradizionalmente destinati al teatro. Un progetto costruito per valorizzare la conoscenza di un territorio interessato alla fantasia laboriosa del teatro, cercando “altro” pubblico, invitando “altri” spettatori ad appuntamenti pensati per gli spazi dove andranno in scena o ripensati come per nuovi, e suggestivi, allestimenti. O anche semplicemente messi in scena in un suggestivo e godibile circuito d’estate. Proposte messe insieme per richiamare l’attenzione di chi abita nel territorio magari poco conosciuti e di turisti che, come per un’affascinante passeggiata, andranno a teatro alla scoperta del “sorriso del vulcano”. Ho cercato personalmente tutti gli artisti che oggi ho il piacere di vedere insieme in questo cartellone, chiedendo ad ognuno di essi di regalare al nostro Vulcano, e alle centinaia di migliaia di persone che lo abitano, la forza e la delicatezza di un sorriso. A tutti va il mio sincero ringraziamento.

Giulio Baffi

 

Doppiaeffe
Mariano Rigillo
Anna Teresa Rossigni
in
I Sorrisi della Memoria
da Leopardi, Diderot, Montale, D’Arrigo, Dante, Lorca, De Filippo, Malerba. Benni, Caproni
musiche originali composte da
Paolo Coletta
regia
Mariano Rigillo

Compagnia Teatro degli Eventi
Le vecchie
nella Commedia dell’Arte
da canovacci tratti dal Pentamerone
con Maurizio Merolla
e Albertina Forti, Carla Borriello, Alessandra Lagozino, Marco Apolloni, Guglielmo Del Giudice, Rosanna Rinaldi, Tonia Fiorentino, Antonella Irace.
Direttore musicale: Gaetano Raiola
Regia: Maurizio Merolla

Gino Rivieccio
in
Anfitrione
da Tito Maccio Plauto
con Susy Del Giudice, Luigi Cesarano, Antonella Ippolito, Franco Pica, Lello Pirone e con Maddalena del Pianto, Massimo della Pena, Grazia Di Dio, Otello Moro
regia: Domenico Maria Corrado

Banda Osiris
Superbanda
con Gianluigi Carlone, Roberto Carlone, Carlo Macrì, Sandro Berti

Vincenzo Salemme
In
Tutto quanto fa spettacolo
con Maurizio Casagrande, Nando Paone, Biancamaria Lelli, Domenico Aria
regia: Vincenzo Salemme

LiberaScenaEnsemble
Progetto Museum 2004
La Sala della parafrasi
da Nikolaj Gogol, Il Naso
drammaturgia: Giuliano Longone
con Marianna Adamo, Ciro D’Errico, Salvatore D’Onofrio, Giuseppe Gavazzi, Giancarlo Gnolo
regia: Enzo Salomone

LiberaScenaEnsemble
Progetto Museum 2004
La sala del banchetto
da Pompeo Sarnelli, Posilecheata
drammaturgia: Elvira Garbato
con Marianna Adamo, Laura Borrelli, Antonio Conforti, Ciro D’Errico,
Rosalba Di Girolamo, Roberta Serrano
regia: Renato Carpentieri

Scatola Sonora
3 Intermezzi
dal musicista sassone Johann Adolph Hasse
“La contadina” 1728
“La serva scaltra”  1729
“Il tutore”  1730
con Paola Quagliata, Lilia Carpinelli, Giulio Liguori, Giuseppe Nicodemo
e con Orchestra Discantus Ensemble
direzione artistica: Eugenio Ottieri
direzione musicale: Mariano Patti
regia: Alessio Pizzech

La Compagnia della Comica Finale
Umberto Bellissimo
in
Guappi, Amori e tradimenti
concerto – spettacolo
con Il Quartetto Calace

Ente Autonomo Antonio De Curtis
Lello Arena
Vito Cesaro, Antonino Miele
I Menecmi
di Tito Maccio Plauto
adattamento e regia: Aldo Giuffrè

Peppe Barra
in
Canti e racconti
con Lino Cannavacciuolo (violino), Mario Conte (tastiere), Paolo Del Vecchio (chitarre), Sasà Pelosi (basso), Ivan Lacagnina (percussioni)

Martedì 19 luglio 2005
Villa delle Ginestre di Torre del Greco – ore 21.00
I Teatrini
RICCARDO VENO
in
Il silenzio di Orfeo
Concerto per fiati, loops e piccole visioni video
di e con Riccardo Veno (sassofoni, flauti, clarinetto, ciaramella, percussioni, live loops)
e con Francesco Albano (video e live elettronics)

Martedì 19 e mercoledì 20 luglio 2005
Villa Bruno di San Giorgio a Cremano – ore 21.00
Comune di San Giorgio a Cremano e Vesuvioteatro
Senza trombe né tamburi
San Giorgio tra fantasia e memorie
ideato e diretto da Giuseppe Sollazzo

Mercoledì 20 luglio, Villa Arianna di Castellammare di Stabia – ore 21.00
in replica sabato 23 e domenica 24 luglio, Villa Campolieto di Ercolano
Prima nazionale
Scatola Sonora – Musicisti associati
COMMEDIA RIDICOLOSA
Spettacolo in prosa e musica su testi della commedia dell’arte e musiche da G.B. Pergolesi
rielaborazioni, testi e regia di Adria Mortari
elaborazioni, musiche originali , concertazione e direzione di Antonello Paliotti
con Paola Quagliata, Roberto Del Gaudio, Adria Mortari, Giulio Liguori
musiche eseguite da Odeion Ensemble formato da Michele De Martino (mandolino, mandola, tastiere), Mario Pio Ferrante (flauto), Leonardo Massa (violoncello), Gianluigi Mirra (percussioni), Luigi Petrone (clarinetto), Antonello Paliotti (chitarra, chitarra battente), Carmine Sanarico (contrabbasso)
scene Gennaro Vallifuoco (realizzate da Scenografia Iannino), costumi Atelier Daria
una produzione di Eugenio Ottieri per Scatola sonora – Musicisti associati

Venerdì 22 luglio 2005
Villa Savonarola di Portici – ore 21.00
A.Gi.Di. Srl
Paolo Hendel
in
Non ho parole
di e con Paolo Hendel
e con Piero Metelli

Lunedì 25 luglio 2005
Castello Mediceo di Ottaviano – ore 21.00
Artecultura presenta
Antonio Casagrande
in
Napoletanando
Concertino vocale e strumentale di e con Antonio Casagrande
e con Pina Cutolo, Silvia Tarantino (soprano e violino), Rosario Saccardi (baritono, chitarra e fisarmonica), Paola Casagrande (pianoforte); e con Salvatore Misticone

Martedì 26 luglio 2005
Villa Bruno di San Giorgio a Cremano – ore 21.00
La Classica Società srl presenta
Francesco Paolantoni
In
Che fine ha fatto il mio io?
di Francesco Paolantoni e Paola Cannatello

Mercoledì 27 luglio 2005
Piazza Esedra – Porta Stabia Area Archeologica di Pompei – ore 21.00
PATRIZIO TRAMPETTI
in
Folk e un po’ di swing
con Patrizio Trampetti
e con Gabriele Borrelli (percussioni), Pasquale De Angelis (basso), Mimmo Maglionico (strumenti a fiato), Antonio Mambelli (batteria), Sasà Piedepalumbo (fisarmonica), Gennaro Venditto (chitarra)

Giovedì 28 luglio 2005
Scavi archeologici di Oplonti a Torre Annunziata – ore 21.00
PIETRARSA
in concerto – Tour 2005
da un’idea di Mimmo Maglionico
Mimmo Maglionico (flauti, ciaramelle, sax, voce), Cristina Vetrone (voce, organetto, fisarmonica), Lorella Monti (voce, tammorre, castagnette), Carmela Di Costanzo (voce, tammorra), Marta Riccardi (basso elettrico), Cristiano Califano (chitarra battente, chitarra classica, mandoloncello), Roberto Putrella (chitarra acustica, chitarra elettrica), Luciano Esposito (batteria, percussioni)

Venerdì 29 luglio 2005
Villa Campolieto di Ercolano – ore 21.00
Ente Teatro Cronaca presenta
Maddalena Crippa
in
La donna vendicativa
da Carlo Goldoni
adattamento, musiche e regia di ROBERTO DE SIMONE
con Maddalena Crippa, Cosimo Cinieri, Luciano Romàn, Renata Fusco, Leonardo Petrillo, Maria Rosaria Carli, Ciro Damiano, Giuseppe Ranoia

Sabato 30 luglio 2005
Villa Bruno di San Giorgio a Cremano – ore 21.00
Chi è di scena Srl presenta
Vincenzo Salemme
in
Ridi che ti passa!
di e con Vincenzo Salemme
e con Maurizio Casagrande, Stefano Sarcinelli, Biancamaria Lelli, Domenico Aria, Roberta Formilli

Domenica 31 luglio 2005
Villa Regina di Boscoreale – ore 21.00
I Due della Città del Sole
BENEDETTO CASILLO
In
Colpo grosso a Villa Pignatiello
da ‘Ma per fortuna è una notte di luna’ di Ermanno Carsana
di e con Benedetto Casillo
e con Patrizia Capuano, Angelo Murano, Luciano Piccolo, Ida Anastasio, Marco Lanzuise, Gegè Esposito, Enza Barra

Lunedì 1 agosto 2005
Palazzo Reale di Portici – ore 21.00
Gallotta Produzioni
Massimo Ranieri
In
Accussì grande

Martedì 2 agosto 2005
Villa Favorita di Ercolano – ore 21.00
Kino Music
Lina Sastri
in
Lina in Musica
con Lina Sastri (voce)
e con Maurizio Pica (chitarra), Maurizio Abe (pianoforte e tastiere), Salvatore Minale (percussioni), Gennaro Desiderio (violino)

Villa delle Ginestre – Torre del Greco
La celebre Villa delle Ginestre, ai piedi del colle dei Camaldoli di Torre del Greco, è ancora circondata in parte dal verde della macchia mediterranea. Si tratta di una splendida casa rurale nella quale, tra il 1836 e la primavera del 1837, soggiornò il grande poeta Giacomo Leopardi. Durante la sua permanenza, l’autore di Recanati compose la famosa lirica ‘La ginestra’ o ‘Fiore del deserto’, da cui è poi derivato l’appellativo stesso della dimora e quello dell’intera area, che in seguito è stata chiamata ‘Contrada Leopardi’. Proprio nella villa di Torre del Greco, il poeta compose anche ‘Il tramonto della luna’, le ultime strofe dei ‘Paralipomeni alla Batracomiomachia’ e diversi ‘Pensieri’. La villa torrese fu edificata verso la fine del Seicento e tra i suoi frequentatori illustri annovera anche il ministro Tanucci, tra i più stretti collaboratori del re Ferdinando IV di Borbone, e il grande architetto Vanvitelli, al quale si attribuisce il disegno della scala che dal piano terra conduce a quello superiore.

Villa Bruno – San Giorgio a Cremano
Villa Bruno a San Giorgio a Cremano, già Villa Righetti, è, tra le Ville Vesuviane, quella che meno di altre ha subito l’ingiuria del tempo e degli uomini. La mappa settecentesca originaria indica infatti che, nonostante il restauro neoclassico, la sua struttura resta sostanzialmente identica a quella odierna. Nel vestibolo, che attraversa tutto il corpo di fabbrica, si conserva un busto di Giove, che preannuncia le statue marmoree sparse in giardino e raffiguranti Bacco, Proserpina e Atena. La scala, dalla bianca articolazione neoclassica, conduce al piano superiore, in cui il salone conserva articolazioni ottocentesche, affreschi e paesaggi alternati alle porte rococò. In sommità un timpano ricurvo presenta una nicchia ellittica con l’immancabile busto di San Gennaro, che però in questo caso guarda al mare e non al Vesuvio. Nel 1816 la villa cambia proprietario, passando nelle mani del fonditore romano Francesco Righetti, che la acquista dai Lieto per impiantarvi una fonderia. A sua volta, il giardino della villa ha conservato l’impianto planimetrico originale, con la fuga del grande viale centrale con edicola sullo sfondo e alcuni elementi scultorei.

Villa di Arianna
La Villa di Arianna fa parte di un comprensorio di villae d’otium costruite sul bordo dell’altopiano di Varano, presso il sito dell’antica Stabiae, oggi Castellamare di Stabia, tra il I sec.a.C e il I sec.d.C. a seguito delle campagne di occupazione operate da Silla. La villa si snoda a partire dal nucleo piu’ antico, un atrio tuscanico preceduto da un peristilio quadrato di epoca tardo repubblicana, con una serie di ambienti di servizio fino ad una grande palestra circondata da un peristilio di successiva annessione. Nel 79 d.C. la Villa viene coperta dai depositi piroclastici vesuviani, rimanendo interrata fino alla meta’ del XVIII sec. quando una campagna di scavo voluta da Carlo III di Borbone la riporta integralmente alla luce.

Villa Savonarola di Portici
La villa in stile neoclassico è opera di diversi progettisti: Nocerino, Improta, Cepollaro. Cambiò vari proprietari, fu poi acquistata dall’industriale Fiore. L’ampio parco circostante, riportato alla bellezza originaria è attualmente utilizzato dal Comune per spettacoli e rappresentazioni teatrali. Di recente è entrata a far parte del patrimonio immobiliare del Comune che, dopo un intervento di restauro, l’ha destinata a Spazio della Cultura. La facciata, simmetrica si eleva su due piani, evidenziando la predominanza assegnata alla zona centrale, nel rispetto del gusto architettonico dell’epoca. E’ costituita, al piano inferiore, da un portico con colonne di ordine tuscanico e pilastri agli angoli, mentre, al piano superiore, è caratterizzata dalla presenza di un ampio terrazzo. Gli elementi architettonici del portico sono ripetuti nella zona superiore, trasformandosi però in lesene di ordine ionico collegate da un festone di stucco bianco.

Castello Mediceo – Ottaviano
Il Castello di Ottaviano domina dall’alto la cittadina agricola vesuviana. Già poco dopo l’anno Mille l’imponente struttura originale godeva di un riconosciuto prestigio, fino a essere scelta persino per ospitare, nel 1085, Papa Gregorio VII. Nel 1304 il Castello originale fu distrutto da Carlo D’Angiò, ma fu ricostruito a partire dal 1567 da Bernadetto de’ Medici. Il ‘nuovo’ Castello Mediceo si affiancò, così alle varie chiese del Seicento e del Settecento che arricchivano Ottaviano, tra le quali spicca il Santuario di San Michele Arcangelo. Situato in una posizione estremamente favorevole, in pieno Parco Nazionale del Vesuvio, il Castello Mediceo è appartenuto per diversi anni al boss della camorra Raffaele Cutolo, che ne aveva fatto il simbolo del suo regno di terrore e illegalità. In seguito alla serrata lotta contro la criminalità, il Castello è stato confiscato dallo Stato, reso uno tra i simboli della ritrovata legalità e affidato alla locale Amministrazione comunale. Attualmente ospita, tra l’altro, la sede dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio.

Villa Bruno – San Giorgio a Cremano
Villa Bruno a San Giorgio a Cremano, già Villa Righetti, è, tra le Ville Vesuviane, quella che meno di altre ha subito l’ingiuria del tempo e degli uomini. La mappa settecentesca originaria indica infatti che, nonostante il restauro neoclassico, la sua struttura resta sostanzialmente identica a quella odierna. Nel vestibolo, che attraversa tutto il corpo di fabbrica, si conserva un busto di Giove, che preannuncia le statue marmoree sparse in giardino e raffiguranti Bacco, Proserpina e Atena. La scala, dalla bianca articolazione neoclassica, conduce al piano superiore, in cui il salone conserva articolazioni ottocentesche, affreschi e paesaggi alternati alle porte rococò. In sommità un timpano ricurvo presenta una nicchia ellittica con l’immancabile busto di San Gennaro, che però in questo caso guarda al mare e non al Vesuvio. Nel 1816 la villa cambia proprietario, passando nelle mani del fonditore romano Francesco Righetti, che la acquista dai Lieto per impiantarvi una fonderia. A sua volta, il giardino della villa ha conservato l’impianto planimetrico originale, con la fuga del grande viale centrale con edicola sullo sfondo e alcuni elementi scultorei.

Piazza Esedra – Porta Stabia (Area Archeologica) – Pompei
Gli scavi archeologici di Pompei si confermano, anno dopo anno, come il sito più visitato al mondo, grazie al fascino senza tempo di una vera e propria città di epoca romana rimasta sostanzialmente conservata nei millenni dopo essere stata sepolta sotto l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. L’antica Pompei colpisce il visitatore per la vastità degli spazi e per il suo essere testimonianza accuratissima e fedele di un’epoca lontana che ci riporta agli albori della nostra civiltà. D’altra parte, all’epoca del suo massimo splendore, Pompei fu la seconda città dell’intero impero, dopo la sola Roma; e veniva apprezzata e lodata per la sua opulenza e il lusso delle sue ville e dei suoi magnifici edifici. Da qualche anno gli scavi archeologici sono visitabili anche di sera, illuminati da sapienti giochi di luci ed effetti speciali multimediali: e l’iniziativa di ‘Pompei di notte’ non ha fatto altro che accrescere il fascino dell’area archeologica più famosa al mondo.

Scavi Archeologici di Oplonti – Torre Annunziata
Vicino alla città commerciale e ai quartieri residenziali di Torre Annunziata si trova il sito archeologico di Oplonti, una grandiosa costruzione residenziale della metà del I secolo a.C., costituita da numerose ville tra cui la splendida Oplontis. Ampliata in età imperiale, era in corso di restauro al momento dell’eruzione del 79 d.C.. È attribuita a Poppea Sabina, seconda moglie dell’imperatore Nerone, a causa del ritrovamento su un’anfora di una iscrizione che cita il liberto procuratore di Poppea e di un bollo su una giara prodotta nella locale fabbrica di laterizi di proprietà dell’imperatrice. La villa ha un ampio porticato che si apre su un giardino con una grande piscina con i bordi decorati da statue. All’interno si possono ammirare una serie di notevoli pitture parietali, alcune delle quali offrono prospettive fantastiche, architetture illusorie, paesaggi ideali. Negli affreschi dei diversi ambienti, compaiono riquadri con nature morte, scene di vita quotidiana che richiamano quelli della più famosa Villa dei Misteri di Pompei e quelli di Boscoreale conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Villa Campolieto – Ercolano
Si tratta della più famosa e meglio conservata Villa Vesuviana del Settecento e dell’Ottocento Napoletano. Oggi è sede dell’Ente Ville Vesuviane. Villa Campolieto fu costruita tra il 1755 e il 1775 per volere del principe Luzio di Sangro, duca di Casacalenda. Il progetto di esecuzione dei lavori fu affidato all’architetto Mario Gioffredo, che fece realizzare sulla facciata un arioso portico circolare, a colonne toscane, che Vanvitelli poi modificherà, conferendogli una forma ellittica. Dopo un periodo di forte declino, la villa è stata acquistata dall’Ente per le Ville Vesuviane nel 1977 e, dopo l’inaugurazione nel giugno 1984, è stata definitivamente aperta al pubblico ed è diventata sede di importanti iniziative culturali e congressuali e di attività di formazione.

Villa Bruno – San Giorgio a Cremano
Villa Bruno a San Giorgio a Cremano, già Villa Righetti, è, tra le Ville Vesuviane, quella che meno di altre ha subito l’ingiuria del tempo e degli uomini. La mappa settecentesca originaria indica infatti che, nonostante il restauro neoclassico, la sua struttura resta sostanzialmente identica a quella odierna. Nel vestibolo, che attraversa tutto il corpo di fabbrica, si conserva un busto di Giove, che preannuncia le statue marmoree sparse in giardino e raffiguranti Bacco, Proserpina e Atena. La scala, dalla bianca articolazione neoclassica, conduce al piano superiore, in cui il salone conserva articolazioni ottocentesche, affreschi e paesaggi alternati alle porte rococò. In sommità un timpano ricurvo presenta una nicchia ellittica con l’immancabile busto di San Gennaro, che però in questo caso guarda al mare e non al Vesuvio. Nel 1816 la villa cambia proprietario, passando nelle mani del fonditore romano Francesco Righetti, che la acquista dai Lieto per impiantarvi una fonderia. A sua volta, il giardino della villa ha conservato l’impianto planimetrico originale, con la fuga del grande viale centrale con edicola sullo sfondo e alcuni elementi scultorei.

Villa Regina – Boscoreale
Villa Regina è una residenza rustica di epoca romana riportata alla luce durante alcuni scavi effettuati negli anni Ottanta. Proprio a questi scavi risale la planimetria dell’edificio e l’esplorazione completa del sito, recuperato fino ai livelli pavimentali, delineandone così la funzione di area di produzione specializzata nella viticoltura, tanto più interessante in quanto è tra le più piccole unità finora esplorate nell’intera zona vesuviana. Ai lati dell’ingresso vi sono due locali, uno dei quali fa da magazzino dell’antica villa, munito di mensole alle pareti e di armadi dove era conservata quasi tutta la suppellettile di uso domestico. Sul lato orientale della corte, accessibile anche da un ingresso secondario che dà sulla campagna, si aprono due locali: uno è il triclinio della villa (sala da pranzo), decorato con pitture antiche e pavimentato in cocciopesto. I materiali ritrovati durante gli scavi sono esposti nell’attiguo ‘Antiquarium’, nel quale trovano posto anche i ‘disiecta membra’ della documentazione delle altre ville romane di Boscoreale.

Reggia di Portici
I lavori del Palazzo Reale di Portici iniziano nel 1738 per volere di re Carlo III, promotore di iniziative in campo artistico e archeologico. Gli architetti che realizzano il progetto sono il Medrano e il Canevari, ma in seguito intervengono anche il Vanvitelli e il Fuga. Il Medrano progetta l’andamento di ville e giardini preesistenti e disegna la pianta della cappella reale, aiutato da Tommaso Saluzzi. Poi, il Canevari, per la costruzione del fabbricato, adotta una soluzione basata su una planimetria alquanto complessa, sviluppatasi intorno a un’area pseudo-ottagonale, ricavata nel mezzo della strada regia. In molti sono gli scultori che abbelliscono il parco e i pittori che decorano gli appartamenti. Una tra le grandi ricchezze della Reggia di Portici è costituita dal patrimonio di reperti archeologici, tanto numerosi già nel 1750 da poter essere ordinati, per volontà di Carlo III, nel museo allestito a Palazzo Caramanico. L’Amministrazione Provinciale di Napoli acquista l’edificio per ospitarvi l’Istituto Agrario. Attualmente il palazzo e il parco sono sede universitaria.

Villa Favorita – Ercolano
La Villa Reale chiamata La Favorita, fu costruita inizialmente dal duca Beretta di Sinari, marchese di Mesagna, poi acquistata e rifatta da don Stefano Reggio Gravina. Gli storici, che fissano l’epoca di esecuzione in data anteriore al 1768, attribuiscono l’opera, o sensibili parti di essa, all’architetto Ferdinando Fuga. L’imponente edificio ha un originale impianto planimetrico che si discosta dagli schemi ricorrenti nelle ville settecentesche della zona. In queste, infatti, il cortile è l’elemento centrale, dal quale ci si avvia verso il giardino, diversamente, la facciata della Favorita non presenta aperture tali da consentire dalla strada una diretta comunicazione prospettica verso il parco. Il suo nome, come documentano cronache dell’epoca, le fu dato da Maria Carolina d’Austria, giovane sposa del re Ferdinando IV di Borbone. Con la costruzione di un approdo nei pressi del porto del Granatello, la Favorita divenne ‘Regal dimora’. Ferdinando IV provvide ad ampliarla ed arricchirla con giardini e boschetti, a loro volta impreziositi da un ombroso laghetto popolato da numerosi pesci e da una serie di busti di marmo. Tra i suoi ospiti ed abitatori, in epoche diverse si ricordano Gioacchino Murat, Paolina Bonaparte, Leopoldo di Borbone. Un recente decreto del Ministero dei Beni Culturali l’ha oggi assimilata alle proprietà del comune di Ercolano.