ABRACADABRA
Sezione Letteratura del Campania Teatro Festival 2025
a cura di Sivio Perrella
coordinamento Brigida Corrado
organizzazione Vesuvioteatro
dal 21 al 25 giugno 2025
Palazzo Reale
Giardino Romantico
Al Campania Teatro Festival va in scena la grande poesia della Sezione Letteratura curata da Silvio Perrella e organizzata da Vesuvioteatro.org. Dal 21 al 25 giugno cinque appuntamenti con i protagonisti della scena letteraria, alla scoperta del potere immaginifico delle parole, nella suggestiva cornice del Palazzo Reale di Napoli
Abracadabra, cinque sillabe tutte cadenzate in a. Sembra che la sua origine venga dall’aramaico. E che significhi “io creo mentre parlo” o “quel che dico accade”.
Ma più che significare, la parola che ho scelto quest’anno per la nostra rassegna di poesia, suona e direi di più, balla.
Nel suonare e nel ballare, i poeti e l’abracadabra sembrerebbero consustanziali.
Gioco malinconia sussurro rivolta arruffìo di sillabe, nei poeti è la lingua a creare spazio psichico e dunque geografia abitabile, tende nomadi da starci quel che serve per poi andare altrove, dilà.
Nello stare transitorio, nello sporgersi verso l’udito di un pubblico in continua mutazione, dire abracadabra significa letteralmente fare formula magica, alchimia di sillabe colorate, sfida alla paura che è sempre più ovunque e sempre più divora le nostre cellule percettive.
Silvio Perrella
21 GIUGNO ORE 19
GIARDINO ROMANTICO DI PALAZZO REALE
Vivian Lamarque
Vivian Lamarque da sempre scrive versi che cercano in lei stessa e nel lettore lo spazio di una possibile leggerezza amorosa. Sa bene quanto ogni età abbia il suo amore e sa che a saperlo pronunciare l’abracadabra non è solo una formula magica, ma un’inaspettata pratica della quotidianità.
La mia settimana è un settenario
con gli accenti su martedì e venerdì
al sabato il tono cala
risale il lunedì.
(da E intanto la vita? Poesie per Lei, Dottore (1985-2025), Mondadori, 2025)
22 GIUGNO ORE 19
GIARDINO ROMANTICO DI PALAZZO REALE
ERRI DE LUCA
Per Erri De Luca le lingue antecedenti, quelle che sono nate ai primordi del mondo, sono fonti alle quali abbeverarsi quanto più si può. Ed è da una di queste lingue che nasce la parola abracadabra. Ed è dunque lui la persona più adatta non solo per intonarla ma per partire con lei in avanscoperta per ripercorrere la sua “opera sull’acqua”. In collaborazione con la Casa della Poesia di Baronissi.
Ohèv, liubliù, napenda, j’aime, ich liebe, i love
in qualche lingua conoscere il presente di amare,
rivolgerlo in nessuna.
Hashèm, Gott, Bog, Mungu, Theòs, God, Dieu,
saperne i nomi scossi sugli altari
mai chiamarlo col tu,
semplice come l’ossigeno
irrespirabile come l’azoto.
Imparare grammatiche, alfabeti,
restare analfabeta di astinenze.
Stringere in bocca un salmo
come i denti del cane con un osso.
(da Solo andata, Feltrinelli, 2014)
23 GIUGNO ORE 19
GIARDINO ROMANTICO DI PALAZZO REALE
SILVIO RAFFO
Estroso, leggero, colorato il mondo di Silvio Raffo si muove saltellando. Traduttore d’eccezione, creatore di universi paralleli dell’immaginazione, Raffo è soprattutto un poeta che sa con esattezza millimetrica cosa sia un abracadabra. Sarà affidato al suo estro la possibilità di eseguirlo attraverso lo “specchio attento” da lui creato.
Non ho voluto mai cambiar la vita
Solo pensavo avesse un altro viso
Quando mi ha salutato le ho risposto
Quando mi ha fatto male le ho sorriso
(da Come in un romanzo, Edizione del Leone, 1992)
24 GIUGNO ORE 19
GIARDINO ROMANTICO DI PALAZZO REALE
Taiuti (Totò)
Trapezista delle parole, mescolatore di suoni aspri, sempre pronto allo sfottò malinconico, Tonino Taiuti pesca dalla sua memoria e, tra l’altro, s’incontra con Totò. Il re dei calembour e l’attore napoletano si affratellano al punto tale che anche ‘A livella viene reinterpretata come uno sdrucciolìo di sillabe balbettanti, cioè come l’opera di chi sa quanto parlare con i morti sia il primo abracadabra da fare.
Abraca dabra,
La vita è scabra,
Danza macabra
Spirto d’ abisso
De Pirlbisso
Dal nero abisso
Vieni mo ecà.
Te lo comanne,
Audienza damme,
Viene volanno
Cchiù non tardà.
(da Don Fausto di Antonio Petito, 1868)
25 GIUGNO ORE 19
GIARDINO ROMANTICO DI PALAZZO REALE
Alessandro Bergonzoni
Giochi di parole, polifonie, risate e malinconie, per Bergonzoni le parole sono sempre legate a un corpo e vanno alla ricerca di una condivisione stramba e sghemba. Sono affidati a lui e al suo estro l’ultimo abracadabra della rassegna, come a voler creare ancora una volta lo spazio nel quale la poesia si fa manutenzione dell’ignoto.
(..) Te lo dirò
nella mia lingua
poi
la inghiottirò.
Infinita riconoscenza
allo stremo.
(da L’Amorte, Garzanti, 2013)
Crediti
Sezione Letteratura
Campania Teatro Festival
a cura di
Silvio Perrella
coordinamento artistico
Brigida Corrado
organizzazione
Dora De Martino
Geppi Liguoro
coordinamento organizzativo
Roberta Verdile
coordinamento tecnico
Emmanuele Esposito
Gianni Rossiello
segretari di produzione
Valentina Cepollaro
Matteo De Luca
marketing
Francesca Liguoro
grafica opuscolo
Elena Cepollaro
fotografie
Anna Abet
Si ringrazia
Marina Gargiulo, direttrice dell’Archivio Oreste Zevola


