
SportOpera
Sezione del Campania Teatro Festival
a cura di Claudio Di Palma e Vesuvioteatro
dal 25 giugno all’1 luglio 2025
Palazzo Reale
Cortile delle Carrozze
Dopo il successo delle scorse edizioni, torna al Campania Teatro Festival la sezione curata da Vesuvioteatro e Claudio Di Palma, che esplora i rapporti tra lo sport e il teatro.
Il campo da gioco di SportOpera quest’anno sarà il Cortile delle Carrozze diel Palazzo Reale di Napoli, dove, dal 25 giugno all’1 luglio, andranno in scena 6 appuntamenti dedicati alle traiettorie del gesto sportivo: percorsi fisici ed emotivi in cui regola e imponderabile, calcolo e improvvisazione, corpo e animo concorrono a determinare il movimento e il suo esito.
25 giugno ore 21.00
FÙTBOL
da Osvaldo Soriano
spettacolo/concerto di Peppe Servillo
pianoforte Natalio Mangalavite
Quando Osvaldo Soriano scrive di calcio, tutti sono autorizzati a giocare e a lasciarsi ispirare. “Forte è la tentazione di fare del calcio metafora della vita, così come quella di farne semplicemente un gioco e goderselo. È tra queste due porte che Peppe Servillo alla voce e Natalio Mangalavite al pianoforte tirano i loro palloni, finendo a volte senza fiato ma felici”. Con questo biglietto da visita i nostri due artisti presentano uno spettacolo ispirato alla raccolta “Fútbol – Storie di calcio di Osvaldo Soriano”. Una lettura intervallata da canzoni che ha come filo conduttore una delle passioni più contagiose per il genere umano, in qualsiasi latitudine si trovi; il calcio, o Fùtbol, come viene chiamato in America Latina, senza la doppia “O” dell’originaria parola anglosassone. Storie di vita, d’amore, di gioie, delusioni, dissapori, lo spirito di squadra, l’assolo del fantasista, gli egoismi, la vittoria e la sconfitta.
28 giugno ore 21.00
GLI EMERODROMI
Laboratorio di montaggio sportivo per una maratona impossibile
a cura di Manuel Di Martino
autori Andrea Cioffi, Emanuele D’Errico, Francesca Fedeli, Domenico Ingenito, Alessandro Paschitto e autori vari
interpreti Pasquale Aprile, Gaetano Balzano, Martina Carpino, Francesca Cercola, Andrea Cioffi, Emanuele D’Errico, Antonio Elia, Francesca Fedeli, Simona Fredella, Domenico Ingenito, Raimonda Maraviglia, Gianluigi Montagnaro, Alessandro Paschitto, Francesco Roccasecca, Federico Siano, Emanuele Zappariello
installazioni Riccardo Celozzi
Quarantadue eventi in un giorno: atleti, musicisti, attori, scrittori, semplici amatori saranno artefici di una staffetta ludico-culturale in cui letture, interviste, concerti, cortometraggi, performance d’arte varia tracceranno quarantadue segmenti narrativi in ognuno dei quali si racconterà un passo/chilometro di esistenza fatto a ritmo di corsa, di bracciata, di remo, di salto. Quarantadue chilometri di storie come sintesi ed apoteosi della conoscenza e sconoscenza di sé.
29 e 30 giugno ore 21.00
PENTATHLON – traiettorie
cinque traiettorie di sport – mostra sportiva in cinque installazioni narranti – spettacolo itinerante per un massimo di 50 partecipanti
a cura di Claudio Di Palma
“ … troverete che il tennis agonistico, come il biliardo professionistico, richiede una mente geometrica, l’abilità di calcolare non soltanto le vostre angolazioni, ma anche le angolazioni di risposta alle vostre angolazioni. Poiché la crescita delle possibilità di risposta è quadratica, siete costretti a pensare in anticipo a un numero n di colpi, dove n è una funzione iperbolica limitata dal seno della bravura dell’avversario e dal coseno del numero di colpi scambiati fino a quel momento (approssimativamente). Io lo sapevo fare. (…). Riuscivo a pensare in base otto”. Insomma “è come giocare a scacchi correndo”. Questo breve passo dal libro di Foster Wallace già spiega di per sé la scelta di misurare le equazioni possibili tra tennis, biliardo e gioco degli scacchi. A tutto ciò, in Pentathlon, si aggiungono le traiettorie interiori dello stato fisico, tra azione e non azione, di un pugile amletico ed il giro di pista, naturale e completa chiusura del cerchio, di una giovane atleta napoletana descritta dalle traiettorie letterarie di Antonio Ghirelli. Le coordinate del moto fisico diventano in Pentathlon inevitabili direttive della mente, del pensiero, del cuore.
BOBBY VS Fischer
liberamente ispirato a La mossa del matto
di Alessandro Barbaglia
riduzione e voce Claudio Di Palma
con Gilles Coullet
Dal rigore lineare delle “mosse” per dare “scacco matto”, alla imponderabilità di una vita che darà scacco al matto: Bobby Fischer. Il corpo “altro” del campione, su una surreale scacchiera, si muove stretto tra involucro e contenuto, tra ripetitività schematica e disunita ribellione, tra logica strategica e insondabile “liberatoria?” follia.
TENNIS TORNADO E TRIGONOMETRIA
da David Foster Wallace
riduzione Luca Bargagna
con Silvia Ajelli
Il tennis giocato ha accompagnato Wallace, più o meno fino all’adolescenza, ma la passione non era assecondata da doti atletiche particolari, piuttosto dalla sua predisposizione naturale alla logica e alla matematica intuitiva. Anche questa volta il tennis è un pretesto usato da Wallace per parlare d’altro. Così come nei suoi scritti, anche nel monologo si guarda con un certo disincanto, e un po’ di malinconia, alla fine di una fase della vita, e si delinea l’età adulta, che ci consegnerà anche l’inizio della parabola letteraria di DFW.
BILLIE D’AVORIO – LO SNOOKER
liberamente ispirato a Steccate poetiche
di Stefano Duranti Poccetti
con Nello Mascia
adattamento Claudio Di Palma
Ogni sport ha i suoi santuari, quello dello Snooker è il Crucible Theatre di Sheffield. Ed è lì che un appassionato cronista racconta l’ultimo frame fra due storici campioni di questa sofisticata specialità del biliardo. Nello snooker, forse più che in qualunque altra disciplina, il calcolo e la gestione delle traiettorie sono abilità necessarie perché lo sport possa riconfigurarsi come un’occasione d’arte.
ESSERE O NON ESSERE
da William Shakespeare
di Fabio Pisano
con Patrizio Oliva
Il dubbio amletico affligge in questa circostanza l’animo di un pugile. Patrizio Oliva ribatte sul piano letterario la sua esperienza sportiva. Fra la concentrazione preparatoria e l’insorgenza di disarmanti interrogativi si profila un’unica certezza, paradossalmente ancora amletica: nella vittoria e nella sconfitta essere pronti è tutto.
UNICO FIORE NEL DESERTO
liberamente tratto da un testo di Antonio Ghirelli
con Isa Danieli
adattamento Claudio Di Palma
Il ricordo ancora vivo di una pluricampionessa italiana del mezzofondo. Si rievoca la figura di Gilda Iannaccone immaginandola in una surreale interlocuzione con Antonio Ghirelli e Paolo Iodice, i suoi due mentori, letterario e sportivo. Una napoletana che, come una rosa del deserto, fiorisce nell’assenza di strutture o compagne di strada e, inaspettatamente, alla fine degli anni ’50, rivoluziona in Italia la sua disciplina.
1 luglio ore 21.00
IL GIOCO SACRO
liberamente tratto da Reportage sul Dio
di Pier Paolo Pasolini
testo di Albert Ostermaier
con Riccardo Festa
musiche eseguite dal vivo da Francesco Forni
regia Riccardo Festa
Pasolini amava il calcio. Suona contraddittorio. Quasi blasfemo. Addirittura implausibile. Come se la levatura intellettuale del Poeta, il portato etico della sua scrittura e quello politico di un’azione artistica mai disgiunta da quella civile, non potessero abbassarsi ad un piacere così triviale.
Eppure a Pasolini il calcio piaceva proprio tanto. Giocava partite interminabili con un agonismo insospettabile, che fossero squadre di ragazzetti di borgata o sfide tra colleghi e amici. Era tifoso del Bologna. Commentava con competenza formazioni e moduli tattici.
E, soprattutto, ne ragionava e ne scriveva. Immaginava storie e scenari, cercava intorno al fatto sportivo il suo episteme, la ragione di uno spazio che ne creasse i presupposti e gli esiti.
Lo colpiva la dimensione collettiva e rituale, la danza tribale delle domeniche tra bar, stadio e radiocronache, l’eterna predisposizione del maschio a dividersi in tribù, a creare affiliazioni inattese e alleanze improbabili. Coglieva del calcio la dimensione sacra, inscindibile dal gioco stesso, quella partecipazione collettiva che portava ad isterismi e passioni destinate solitamente al culto, una moderna religione, con santi e miracoli annessi. Impossibile da snobbare. Impossibile per Pier Paolo non calarsi nel gioco totalmente, con quella furia di vivere che lo ha sempre segnato.
Dal 15 al 25 giugno 2025
GLI EMERODROMI – Laboratorio
Gli emerodromi erano messaggeri addestrati per le lunghe corse, capaci di correre per un giorno intero. Filippide tra loro il più famoso, e con lui la città di Maratona. Informazioni, dispacci, notizie avevano come corrieri questi atleti fenomenali. Il laboratorio ha il passo e la resistenza della loro gambata, il percorso è quello dei quarantadue chilometri della Maratona, appunto. Una maratona che si fa ancora tramite delle parole; quarantadue atti creativi tra letteratura, teatro, cinema, ovviamente sport, e ancora altro, con venti giovani attrici ed attori.
Edizione 2025
Spesso, in fisica, per spiegare la dinamica e la cinematica dei corpi si ricorre ad esempi riguardanti la pratica sportiva. (Si consideri un podista come punto materiale in movimento data la sua dimensione trascurabile rispetto al percorso da compiere… oppure… Se il giavellotto scagliato dall’atleta compie una traiettoria parabolica il cui vertice…).
Le formule, poi, che raccontano appunto le traiettorie del moto, propongono la compresenza di costanti e variabili (l’accelerazione gravitazionale o la posizione iniziale) che trasferite all’articolato sistema dell’atletismo restituiscono simbolicamente tutta la complessa coesistenza tra regola ed imponderatezza, tra calcolo ed improvvisazione.
Lo sport, si può dire, è le sue traiettorie (l’ellitticità del giro di pista, la percorrenza del “rettilineo”, le sinusoidi irregolari dello slalom, la gittata parabolica di una freccia, la ciclistica risalita elicoidale delle rampe o la circolarità delle pedalate). Traiettorie graficamente tracciabili come quelle descritte (costanti) oppure solo rintracciabili nei reconditi processi emotivi dell’atleta (variabili condizionate). Il reticolato fitto, scomposto eppure codificato delle molteplici traiettorie del moto è il luogo di ricerca di Sportopera ’25.
In particolare la plurichilometrica ed inesausta corsa degli emerodromi o il dubbio amletico di un pugile così come l’influenza del vento sulla tecnica tennistica o ancora le geometrie stupefacenti ed ossessive del biliardo e degli scacchi, diventano occasioni per esaminare l’atleta nella sua interezza: “animo” e corpo; per risalire al rapporto tra le leggi che regolano il moto dei corpi e l’esito del gesto sportivo.
Claudio Di Palma
Biglietti
Intero € 8 / ridotto under 30 e over 65 € 5
Gratuito riservato ai diversamente abili con un accompagnatore e pensionati titolari di assegno sociale.
I biglietti sono acquistabili:
• online sui siti campaniateatrofestival.it | vesuvioteatro.org | etes.it
• presso i punti vendita autorizzati Etes
• presso i luoghi di spettacolo, previa disponibilità (a partire da un’ora prima dell’inizio per gli eventi)

